Chirurgia della Mano

Gli interventi chirurgici sono convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale

I nostri servizi a Montebelluna:


La chirurgia della mano in breve:

Dito a scatto

Che cosa è

Il dito a scatto (più correttamente tenosinovite stenosante o morbo di Notta, dal nome di colui che per primo, nel 1850, descrisse tale patologia) è una patologia clinica relativamente frequente che si manifesta in seguito ad una infiammazione che interessa i tendini flessori delle dita delle mani e le pulegge, ovvero gli anelli fibrosi all’interno dei quali scorrono i flessori; le pulegge mantengono i tendini a contatto con la superficie dorsale delle ossa sottostanti in modo tale che essi non possano tendersi in seguito alle contrazioni muscolari. Il processo infiammatorio provoca un restringimento della guaina tendinea che stenotizza i tendini i quali, a monte dell’ostacolo, si dilatano provocando una formazione nodulare; tale formazione provoca un’ulteriore riduzione delle possibilità di scorrimento. Si crea quindi un conflitto di tipo meccanico che alimenta il processo infiammatorio, il tendine non è in grado di scorrere liberamente nella membrana e il dito rimane quindi bloccato in posizione piegata per poi raddrizzarsi con uno scatto. La diagnosi di dito a scatto è semplice ed essenzialmente clinica basandosi sull’evidenza dello scatto e sul riscontro,  alla palpazione dell’articolazione metacarpo-falangea, di una formazione nodulare che scorre avanti e indietro in sincronia con la flesso-estensione del dito interessato dalla patologia. Comunque può essere utile l’esecuzione di un’ecografia con l’obbiettivo di verificare il grado di infiammazione dei tendini flessori.

Come si cura

L’intervento chirurgico per la risoluzione del dito a scatto consiste sostanzialmente nel liberare i tendini tramite la sezione della puleggia che li stenotizza; questo intervento, noto come tenolisi, viene eseguito in regime di day-surgery. Dopo l’intervento, il paziente dovrà muovere il dito in modo attivo allo scopo di evitare la formazione di aderenze cicatriziali. La prognosi è di circa due settimane, sempre che  non si verifichino complicazioni (peraltro rare); queste possono consistere in lesioni intraoperatorie di un nervo sensitivo o del peduncolo vascolare, infezioni o cicatrice dolorosa.

Sindrome del Canale Carpale

Che cosa è
La sindrome del tunnel carpale è una neuropatia dovuta all’irritazione o alla compressione del nervo mediano nel suo passaggio attraverso il canale carpale. Può manifestarsi in corso di gravidanza, nei soggetti affetti da ipotiroidismo e nei soggetti affetti da artrite reumatoide. Sono più frequenti nelle persone che utilizzano le mani per lavori di precisione e ripetitivi. Altri fattori scatenanti sono poi i traumi o le ferite al polso che causano gonfiore, l’iperattività dell’ipofisi, l’ipotiroidismo, l’artrite reumatoide, i problemi di natura meccanica al legamento del polso, lo stress lavorativo, l’uso manuale ripetuto di strumenti che producono vibrazioni, la ritenzione idrica durante la gravidanza o la menopausa. La sindrome si manifesta più spesso nei soggetti femminili ultraquarantenni, con disturbi della sensibilità che colpiscono le prime 3 dita, pollice, indice e medio e metà del quarto dito della mano. La diagnostica consente di eseguire la diagnosi con certezza utilizzando l’EMG (elettromiografia) metodica che consiste nell’applicare elettrodi e misurare le caratteristiche di conduzione del nervo facendo passare corrente di bassa intensità attraverso il nervo.

Come si cura
Gli esercizi di stretching e di rafforzamento possono essere utili per le persone con sintomi di modesta entità. Questi esercizi devono essere svolti sotto la supervisione di un fisioterapista, capace di usare gli esercizi per la cura delle menomazioni fisiche, o di un esperto di medicina del lavoro,  in grado di valutare i pazienti con menomazioni fisiche e aiutarli a migliorare la salute e il benessere. L’intervento sul tunnel carpale è una delle procedure chirurgiche più comuni. Generalmente consigliato se i sintomi durano da più di sei mesi, l’intervento chirurgico consiste nel tagliare la fascia di tessuti intorno al polso per ridurre la compressione sul nervo mediano. L’intervento è effettuato in anestesia locale e non è nemmeno necessario passare una notte in ospedale. Per molti pazienti risulta necessario intervenire su entrambe le mani. Ecco i diversi tipi di chirurgia per la decompressione del tunnel carpale:

  •  L’intervento di neurolisi, la procedura tradizionale usata per correggere la sindrome del tunnel carpale, consiste nel praticare un’incisione lunga fino a 5 cm nel polso per poi recidere il legamento carpale per allargare il tunnel carpale. L’intervento generalmente è eseguito in anestesia locale per scelta del paziente, a meno che ci siano aspetti insoliti di cui i medici debbano tenere conto.
  • L’intervento endoscopico può permettere una riabilitazione più veloce e minori disagi postoperatori rispetto al tradizionale intervento di neurolisi del nervo.

Tendinite di De Quervain

Che cosa è

Il morbo di De Quervain è una patologia che interessa due tendini estensori del pollice (abduttore lungo ed estensore breve del pollice) nel passaggio della guaina omonima a livello del polso. Il nome di questa patologia è dato dall’ortopedico svizzero che per primo la descrisse. Tale patologia è caratterizzata dal dolore in corrispondenza della guaina degli estensori del I° dito (1 cm sotto il polso dal lato radiale) che si manifesta alla digitopressione e allo stiramento forzato di questi tendini. Tale manovra, che ha anche significato diagnostico, ha il nome di test di Finkelstein. Si esegue facendo chiudere il pollice all’interno della mano e flettendo lateralmente il polso. In tal modo si provoca una distensione a livello della guaina con relativo dolore. Caratteristica peculiare è inoltre la comparsa di una sorta di escrescenza ossea a livello della guaina stessa. La diagnosi è essenzialmente clinica. Tuttavia può essere d’ausilio l’esecuzione di un esame ecografico a livello della guaina degli estensori del I° dito.

Come si cura

Il protocollo terapeutico ormai universalmente accettato prevede tre stadi di terapia:
antinfiammatori per via orale, riposo con apposito tutore; il tutore deve inglobare il primo dito ed arrivare fino a metà avambraccio, ciclo di 3 infiltrazioni con cortisone nei punti dolenti.
L’intervento chirurgico viene eseguito in genere in Day Surgery (ricovero di un giorno) ed in anestesia locale.
Consta nell’aprire la guaina in modo tale da diminuire la pressione che questa esercita a carico dei tendini. I rischi sono, oltre a quelli comuni a qualsiasi intervento chirurgico (infezioni, reazioni allergiche, etc.), riconducibili alla lesione del ramo sensitivo del nervo radiale, che viene identificato ed isolato durante il procedimento. Buona nota per una prevenzione consiste nell’attuare una modifica del proprio comportamento alle prime avvisaglie di infiammazione. (Le mamme e le nonne avranno cura di cambiare spesso il braccio con cui tengono il loro bambino).

Rizoartrosi

Che cosa è
 La rizoartrosi colpisce l’articolazione formata dal primo metacarpo e dal trapezio (un osso che si trova sotto la base del pollice). Nei pazienti sofferenti di rizoartrosi la base del metacarpo si sposta lateralmente, provocando nel tempo un’usura della superficie del trapezio e del metacarpo stesso. Questa usura impedisce di muovere normalmente il pollice e provoca dolore lancinante. L’articolazione alla base del pollice è sottoposta a continue sollecitazioni, quindi è soggetta all’usura. Alcune cause di rizoartrosi possono essere la ripetitività di gesti, traumi o pressioni eccessive su questo dito.  Sono a rischio anche le persone che svolgono determinati lavori in cui si è costretti a sollecitare a lungo l’articolazione del pollice, per esempio i parrucchieri, sarti, giardinieri, musicisti, e giocatori di golf. Anche chi svolge alcuni lavori manuali come i giardinieri, i sarti e chi si dedica al bricolage è un soggetto a rischio rizoartrosi. La diagnostica consente di eseguire la diagnosi con certezza utilizzando una radiografia della mano.

Come si cura

Nella maggior parte dei casi si ricorre al tutore in grado di bloccare la progressione del disturbo. Questo dispositivo si indossa di notte e per alcuni periodi all’anno, raramente lo si indossa durante il giorno. Il tutore, costruito da un tecnico specializzato, deve adattarsi completamente all’articolazione, in modo da consentire qualsiasi movimento della mano. Questa soluzione, però, seppure aiuta notevolmente, non risolve del tutto il problema. Nei casi di rizoatrosi più seri è utile ricorrere alla chirurgia. La scelta dell’intervento va fatta tenendo conto dell’estensione della malattia, dei sintomi riportati, delle esigenze di movimento del soggetto. L’artrodesi in genere viene effettuata sui malati più giovani, la trapeziectomia invece sulle persone più anziane e con un’artrosi accentuata. E’ previsto un periodo di fisioterapia mirato e che può durare fino a 2-3 mesi.

Morbo di Dupuytren

Che cosa è

Questa patologia si caratterizza per una flessione progressiva ed irreversibile delle dita verso il palmo della mano (aponeurosi palmare). È più frequente negli uomini rispetto alle donne. Nelle persone predisposte a questa patologia, la produzione di collagene è eccessiva e determina un ispessimento anomalo del tessuto della fascia palmare nel quale, col progredire della malattia, si sviluppano dei noduli spesso scambiati per callosità; col tempo i noduli possono diventare veri e propri cordoni e ridurre l’estensione delle dita che risultano così “tirate” progressivamente verso il palmo della mano. La diagnosi è sostanzialmente clinica da parte del medico specialista. Generalmente  non vengono richiesti esami particolari per la diagnosi, esiste invece un test, che tutti possono fare anche a casa. In inglese si chiama table top test e consiste nell’appoggiare il palmo della mano su una superficie completamente piatta. Nel momento in cui la mano non riesce più ad essere totalmente distesa su una superficie piana, si dichiara iniziata la fase in cui è appropriato intervenire. Questa patologia può essere curata efficacemente solo se ci si affida a mani chirurgiche esperte e successivamente sono necessarie medicazioni, cicli di fisioterapia e ausilio di tutori. Recentemente sono stati introdotti sul mercato le collagenasi ,  farmaci capaci di sciogliere e rompere le corde. Questo nuovo trattamento è di solito riservato negli stadi iniziali e promette di rivoluzionare i ltrattamento della malattia. La metodica consiste in una infiltrazione che deve essere eseguita da un medico specialista . Dopo 24 ore si procede a una manovra che rompe la corda e permette l’estensione del dito. E’ anche possibile trattare una sola corda tendinea per volta.

Riabilitazione e confezionamento tutori

Particolare attenzione viene posta per i tutori, anche detti ortesi o splint, che risultano essere degli strumenti molto validi per il trattamento di svariate patologie della mano. Seppur ancor poco utilizzati i tutori sono realizzati da un fisioterapista opportunamente istruito, utilizzando del materiale termoplastico che si riesce a lavorare e modellare utilizzando basse temperature (circa 60-70°). Vengono modellati direttamente sulla mano del paziente e presentano notevoli vantaggi sia per il paziente che per il terapista essendo leggeri, facilmente rimovibili costituendo una sorta di “prolungamento” del trattamento riabilitativo lungo tutto l’arco della giornata.

Un tutore personalizzato è indicato per:

  • proteggere e mettere a riposo una o più articolazioni infiammate
  • immobilizzare tessuti lesionati in fase di guarigione (fratture, distorsioni, sub-lussazioni)
  • proteggere le suture di tendini (tenorrafie) e/o nervi (neurorrafie)
  • correggere e prevenire deformità articolari nelle patologie degenerative (artrosi, artriti)
  • impedire movimenti indesiderati
  • aumentare l’arco di movimento limitato da una rigidità

Un tutore personalizzato ha, inoltre, il vantaggio di poter essere continuamente rivisto e modificato nel caso vi fossero dei punti di maggior pressione o in base alle nuove esigenze richieste dal piano di trattamento deciso dal terapista e dal chirurgo.

L’Équipe di Chirurgia della Mano

Dott. Davide Nava Vedi scheda

Dott. Ntita Kadimashi Vedi scheda


Monte Medica S.r.l.
Via Schiavonesca Priula, 136
31044 MONTEBELLUNA (TV)
TEL. 0423 371092
Cell. 328 0103926


C.F. P.IVA 04491190262
REA 354391- aut. n. 28 del 28/08/12

Privacy | Note Legali

I contenuti di questo sito sono di proprietà di Monte Medica s.r.l. La riproduzione anche parziale è vietata senza consenso scritto da M.M.
Site by: Site By: Studio Creativo | Andrea Modenese